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John Pierrakos e il movimento della Core Energetica


John Pierrakos, nasce in Grecia nel 1921 ed emigra nel 1939 negli Stati Uniti, a New York, dove completerà i suoi studi in medicina e si specializzerà in psichiatria.

Diventa anch'egli, come A. Lowen, un paziente ed allievo di William Reich, dal quale apprenderà i fondamenti della psicoterapia corporea e dell’analisi del carattere:

“[Reich, n.d.r.] mi accettò come paziente. E mi fece passare le pene dell’inferno! (..) La mia formazione medico-scientifica non mi aveva preparato ad un’esperienza come quella! Continuamente Reich mi provocava per tirare fuori la mia rabbia, per far emergere le mie tematiche irrisolte con l’autorità. In seduta mi faceva indossare solo le mutande e mi faceva stendere sul divano”[1].


Come Lowen, anche Pierrakos si distanzia da Reich quando percepisce che il suo grande maestro sta entrando in una dimensione professionale che non riesce più a condividere:

“sebbene (..) fossi un membro del gruppo di Reich e credessi nell’essenza del suo lavoro, mi accorgevo che lui e i suoi seguaci stavano affrontando male la questione (-Pierrakos si riferisce alle controversie di Reich con l’APA e con il governo americano). Non volevo compromettere la mia licenza medica per una causa insostenibile (..) mi sconvolse profondamente mollare in quel momento perchè Reich aveva giocato un ruolo cruciale nella mia vita: aveva il fuoco dentro”.

Nel gruppo di Reich a New York c’era anche Lowen, con cui John Pierrakos, nel 1953 si lega di una profonda amicizia e collaborazione professionale, che andrà avanti per circa venti anni.

Insieme costituiranno gli elementi chiave della teoria e della tecnica della bioenergetica:

“dopo aver lavorato molti anni come psichiatra (..) rassegnai le dimissioni e iniziai un’attività privata al Greenwich Village dove in seguito mi raggiunse Alexander Lowen (..)Per i successivi dodici anni Lowen ed io abbiamo sviluppato quella che in seguito fu conosciuta come Bioenergetica. I nostri studi erano basati su ciò che avevamo imparato sull’energia e sulle difese caratteriali nel nostro lavoro con Reich. Era molto eccitante sperimentare nuovi concetti e nuove tecniche. Lavoravamo dai piedi alla testa dando grounding alla personalità sia mentalmente che energeticamente”[2].


Negli anni successivi Pierrakos sviluppa un particolare interesse verso gli aspetti spirituali del lavoro psicoterapeutico e resta influenzato dagli studi sui centri energetici (chakra)[3] e sui “campi energetici umani” (aura)[4].

E’ profondamente convinto che la psicoterapia sia qualcosa di più che una cura per malattie psichiche e che le persone partano dal disagio per arrivare a compiere una profonda esperienza di sé, un percorso di vita.

Persuaso di questo suo punto di vista, Pierrakos si distacca progressivamente da Lowen e dalla bioenergetica e, alla fine degli anni ’60 a seguito del già citato incontro con Eva Wasserman-Broch (1967), decide di proseguire su di una sua strada autonoma:

“alcuni terapeuti come pure le persone in cerca di aiuto, acquisivano la consapevolezza del fatto che il solo risanare le piaghe non è sufficiente a generare un vero appagamento (..), tali persone esploravano possibili alternative positive di carattere espansivo rispetto ai modelli che imprigionavano le proprie capacità creative. Negli anni ’50 e ’60 la ricerca di un più profondo significato della vita raggiunse il suo apice, sfociando in quell’ondata popolare che (..) venne denominata il “movimento del potenziale umano”. [5]


Sposata Eva nel 1971, Pierrakos si trasferisce a Phoenicia e nella comunità The Pathwork (Il Sentiero) e inizia a sviluppare i fondamenti di una nuova teoria e tecnica psicoterapeutica, che egli denominerà Core Energetica, la terapia del “nucleo” energetico.

Pierrakos fu profondamente influenzato dall’esperienza di contatto medianico di Eva, la quale “canalizzava” (in stato di trance) resoconti di forte matrice spirituale che le arrivavano da una “guida” defunta.

Queste “lezioni” spirituali diventeranno parti integranti del corpus teorico-metodologico della Core Energetica, portandolo a sviluppare concetti quali il Sé superiore, il Sé inferiore, la maschera[6]:

“più o meno nello stesso periodo lasciai la bioenergetica per sviluppare il mio lavoro in una nuova direzione (..). Il nostro lavoro ci ha unito: lei [Eva, n.d.r.] ha risvegliato il mio interesse per la dimensione spirituale della coscienza, io ho portato nel Sentiero la dimensione (reichiana) dell’energia-un metodo per connettere il corpo e la personalità con il Sé spirituale”.[7]

Dopo la morte di Eva, avvenuta nel 1979, Pierrakos si dedicò allo sviluppo ed alla diffusione della Core Energetica.

Fondò diverse istituzioni e centri di ricerca della core energetica, tra cui l’Istituto della Core Energetica di New York e l’istituto internazionale di Mendocino in California.

Egli spese il resto della sua vita a trasmettere la sua innovazione terapeutica e a formare persone tra medici, psicologi, terapeuti e counselor, che volessero apprendere la sua metodologia di lavoro, al fine di lavorare con le persone, nel campo della “crescita personale”, ambito che Pierrakos stesso differenziava ormai nettamente dall’ambito strettamente medico-terapeutico.

Oggi compaiono istituti di formazione di terapeuti addestrati a questo metodo anche in Australia, Brasile, Messico, Svizzera, Germania e Italia.

John Pierrakos è morto nel Febbraio del 2001, nella sua casa di New York[8].


In conclusione, la Core Energetica è insieme una teoria e una tecnica di lavoro con persone che fonde gli elementi chiave dell’analisi del carattere di Reich e della bioenergetica, con studi sui campi energetici e chakra e con riflessioni di naturale spirituale-metafisica sull’etica e il senso dell’esistenza umana:

“da tutto questo – psichiatria, Reich, bioenergetica, la Guida di Eva, il Sentiero nacque la Core Energetica.”[9]

Nonostante il forte impatto della corenergetica quale messaggio spirituale, la mancanza di una base di validazione scientifica di una parte del suo corpus teorico, unitamente all’atteggiamento pierrakossiano volto a non favorirne l’istituzionalizzazione, ne ha reso limitata la portata e la diffusione.

E’ un fatto che, pur essendo riconosciuta dall’EABP come una forma di body-psychotherapy, la Core Energetica è piuttosto nota internazionalmente come programma di lavoro umano ad indirizzo olistico.

Pur riconoscendo tale limiti, la Core Energetica possiede il merito di esser considerata come il solo programma di crescita personale che, grazie alla sua matrice psichiatrica e psicodinamica-reichiana, è in grado di favorire il processo di crescita spirituale umana “mantenendo i piedi per terra”.


“Molte persone sono state significativamente influenzate dal lavoro di Alexander Lowen. I suoi sviluppi in Analisi Bioenergetica (originalmente con John Pierrakos), (..) sono rimasti esemplari.

Tuttavia, vi sono stati dei cambiamenti significativi al lavoro di Reich. Difatti, Lowen e Pierrakos alterarono il paradigma terapeutico reichiano, togliendo enfasi al concetto di potenziale orgastico e anche omettendo la connessione tra la terapia reichiana e i suoi studi sull’energia orgonica[10].

Lowen ha sviluppato l’addizionale concetto di “grounding”nella terapia, lavorando in piedi (piuttosto che stesi o sul divano, e aprendo alla respirazione(..).

Attraverso l’istintiva chiarezza dei suoi testi, egli ha contribuiti a pubblicizzare e "normalizzare” il lavoro clinico di Reich (vegetoterapia) e aprendo la strada verso cui la Body-Psychotherapy (benché ancora non si chiamasse così all’epoca), sarebbe diventata rispettabile, vista la negativa (..) pubblicità creatasi attorno a Reich a seguito della sua reclusione.

Dopo la separazione da Lowen, Pierrakos, divenne progressivamente influenzato dal lavoro spirituale di sua moglie Eva.

(..) Dopo la morte di lei, Pierrakos sviluppò una sintesi del lavoro neoreichiano che aveva sviluppato in bioenergetica, di questo tipo di lavoro di crescita “spiritually-oriented” (The Pathwork), delle sue sviluppate capacità di vedere l’aura umana, tramite un focus sul piacere di vivere, lavorando in un setting “comunitario” (community setting), che lui aveva chiamato Core Energetica: la liberazione del proprio nucleo personale" (Pierrakos 1987[11]).


La teoria Le basi concettuali della Core Energetica vengono pertanto così espresse: L’individuo è un'unità psicosomatica; La fonte della guarigione si trova dentro se stessi e non in qualcosa di esterno; Tutto ciò che esiste forma un’unità integrata, che si muove creativamente verso l’evoluzione, sia del tutto che delle sue innumerevoli parti. L’Io non è solo individuale, bensì anche transpersonale e quando valica i confini di se stesso, raggiunge tramite il suo Sé superiore, l’essenza divina universale: “Per cercare di comprendere meglio la natura dell’essere umano, immaginiamolo costituito da tre sfere concentriche. La sfera centrale, il nucleo più interno, è il sé superiore, che è l’espressione diretta dell’intelligenza e dell’amore divini che pervadono tutto l’universo. E’ la scintilla divina. Il sé superiore è spontaneo, libero e creativo, amorevole e saggio, in grado di dare e ricevere, ed è immerso in una condizione di felicità, che nulla può disturbare. Potete sempre entrare in contatto con voi stessi, se siete disposti ad amare e a stare dalla parte della verità”.[12] Come si può facilmente dedurre, la Core Energetica pur mantenendo intatta la visione psicosomatica dei fenomeni di squilibrio e di malattia di Reich e della bioenergetica, sposa alcune idee fondamentali dell’approccio olistico e del Movimento del poteziale umano: l’uomo è si un essere individuale e individuato in un proprio corpo, ma è anche parte di un totalità fisico-energetica-spirituale che trova corrispondenza e senso in un universo superiore e nelle sue “leggi”: “anche se l’individualità di ogni essere è certamente qualcosa di reale, lo scambio reciproco di energie tra tutti gli esseri è continuo e riguarda l’intero universo.”[13] L’allargamento della Core Energetica ad una cornice spirituale, aveva tuttavia modificato e arricchito alcuni dei concetti chiave della bioenergetica, e non sarebbe potuto essere altrimenti visto il forte impatto che la spiritualità ebbe sulla visione pierrakosiana dei problemi umani:

Il Core La nozione di Io autentico che nella bioenergetica si contrapponeva al compromesso dell’Io difensivo, viene allargata al concetto di “core”, quale “nucleo della vita universale individualizzata”[14], la porzione più autentica e profonda di ogni essere umano. Il Core per Pierrakos, si trova fisicamente entro il corpo dell’individuo, protetto dalla corazza caratteriale[15], ed è la sede della volontà e dei sentimenti più autentici di ogni essere, connesso con il senso profondo della vita e con l’esistenza di una realtà “superiore”. Scopo della terapia Core Energetica è di aiutare l’individuo a superare il carattere e raggiungere non l’Io autentico della bioenergetica bensì il suo core, che si è chiuso a difesa a causa delle ferite ricevute. Per la Core Energetica, la connessione con il core è un punto fondamentale della terapia, poiché esso è la sede della più profonda capacità di amare e dei sentimenti di continuazione e trasformazione creativa della vita che ogni individuo possiede:

“l’obiettivo della Core Energetica è di aiutare l’individuo a contattare le illimitate risorse del suo core e a utilizzarle per rendere la sua vita completa ed appagante. (..) Il core è la sorgente d

el nostro essere, è la nostra connessione divina con le forze universali.(..) Tutto ciò di cui abbiamo bisogno per provare piacere e sentirci completi risiede qui, nel centro del nostro essere”. [16] Per Pierrakos l’uomo è dunque un essere positivo, in grado di superare la divisione e trascendere la negatività inconscia tramite la forza dell’amore e la sua volontà superiore.


La maschera

I concetti relativi alle difese caratteriali, ai blocchi corporei e alla “facciata esterna” dell’Io difensivo bioenergetico, vengono ulteriormente arricchiti e viene introdotta la definizione di maschera.

Si esprimeva così Pierrakos:

la maschera dell’io è lo strato esterno della sua struttura difensiva e riflette una negatività profonda, nascosta agli altri e anche al diretto interessato, che crede fermamente nella genuinità di quell’immagine, e altrettanto fermamente vuole che gli altri ci credano. (..) La maschera è una casa costruita sulla sabbia, le sue fondamenta sono costruite su una percezione errata della realtà. (..) La maschera dice: è meglio se faccio quello che vuole la mamma, darò l’impressione di farlo volontariamente, anche se in realtà non vorrei. Prima o poi pareggerò i conti”[17].

La maschera è pertanto in Core Energetica l’equivalente della facciata esterna dell’Io difensivo (il compromesso dell’Io di Lowen), adattato alle situazioni e al principio di realtà.

Ogni individuo si identifica più o meno inconsapevolmente in essa abbandonando il core e di conseguenza allontanandosi dal suo vero Io autentico: compito della Core Energetica è quello di rendere l’individuo consapevole della sua maschera.

Per la Core Energetica “la tragedia dell’identificazione con la maschera dell’ego deriva dal fatto che ne veniamo necessariamente sviliti”[18]; in questo modo le persone non hanno un vero sé, non sanno chi sono e non sentono di potersi auto-realizzare veramente, radicamento e senso di realtà sono precari, questo è “alla base di tutte le afflizioni umane, dalla patologia fisica alla sterilità spirituale”. [19]

Pierrakos ancora sulla maschera:

“la maschera può fingere di provare gli stessi sentimenti che il vero sé sta provando (..), oppure può camuffare l’emozione reale con un’espressione opposta, come fa la persona che cela un ardente desiderio d’amore nell’affermazione –io non ho bisogno di nessuno” (..). Qualunque sia il volto caratterologico adottato da un individuo, esso implica un’abdicazione della responsabilità personale. La maschera dice: -non è colpa mia. Essa agisce per alienare il sé, poi rimprovera gli altri, il fato, la società, per la propria sensazione di vuoto e di dolore”. [20]


Il Sé inferiore Nella Core Energetica è presente un costrutto teorico che non esiste nella bioenergetica, e che viene chiamato il Sé inferiore o intenzionalità negativa. Questa topica, ha a che fare con il serbatoio di tutti i sentimenti negativi che si generano nell’individuo fin dall’infanzia (rabbia, paura, odio, dolore profondo, terrore, critica, auto-compiacimento) e che sono stati normalmente rimossi e resi inconsci. Per la bioenergetica tale mondo negativo inconscio é racchiuso dentro i blocchi corporei, tuttavia combinando il lavoro analitico con il trattamento corporeo delle difese, vi si può accedere per dare sollievo al paziente, rendendolo meno vulnerabile alle somatizzazioni e più consapevole delle sue internalizzazioni. In Core Energetica, il mondo sommerso negativo è nascosto all’individuo stesso dalla maschera, che lo induce a ritenersi “una persona buona e incapace di fare del male”, pertanto esposta ad inconsapevoli agiti negativi.

Nella Core Energetica la precedente concezione che Lowen e Pierrakos avevano sviluppato insieme

, sul bisogno dell’individuo adulto di responsabilizzarsi circa la modificazione dei suoi atteggiamenti difensivi viene qui dunque superata e ulteriormente sviluppata con la richiesta di lavorare “dentro l’oscurità”. Il concetto di Sé inferiore, di male e di intenzionalità negativa, appartengono alle “lezioni spirituali” che Eva Broch riceve, in quanto medium, dalla sua “guida”:

“attorno allo strato del sé divino (sé superiore) vi è quello della negatività e della distruttività nascoste, che chiamiamo sé inferiore. Questo strato contiene la parte immatura di voi stessi, che è costituito da pensieri, impulsi ed emozioni negative, quali la paura, l’odio, la crudeltà”[21].

Pierrakos lo inserirà nella Core Energetica, non senza riferimento ai concetti freudiani di aggressività, coazione a ripetere, istinto di morte [22].

Per la Core Energetica la sopravvivenza del bambino al dolore e alla realtà, assicurata tramite le difese, viene rafforzata dall’impulso ad agire in modo sadico e distruttivo o auto-distruttivo, allo scopo di procurarsi il piacere sostitutivo al vero piacere negato (punire, farla pagare, avere successo, prendere il controllo della situazione prima sfavorevole).

Dunque una forma di “adattamento creativo”: la difesa non è mantenuta e confermata soltanto perchè difende dal dolore e dall’angoscia, ma anche perché procura successo e piacere, di natura essenzialmente egoica e dualistica, ma tale da generare il rafforzamento del comportamento difensivo stesso.

E’ questo in Core Energetica uno sviluppo positivo del concetto di coazione a ripetere e di tendenza umana alla distruttività di Freud: negatività come “migliore soluzione possibile”:

“sotto la maschera si nascondono emozioni negative e le tendenze distruttive di ognuno di noi. Freud ha chiamato questo strato della psiche “inconscio negativo”, la Core Energetica lo chiama sé inferiore”.[23]


Pierrakos lo inserirà nella Core Energetica, non senza riferimento ai concetti freudiani di aggressività, coazione a ripetere, istinto di morte [22].

Per la Core Energetica la sopravvivenza del bambino al dolore e alla realtà, assicurata tramite le difese, viene rafforzata dall’impulso ad agire in modo sadico e distruttivo o auto-distruttivo, allo scopo di procurarsi il piacere sostitutivo al vero piacere negato (punire, farla pagare, avere successo, prendere il controllo della situazione prima sfavorevole).

Dunque una forma di “adattamento creativo”: la difesa non è mantenuta e confermata soltanto perchè difende dal dolore e dall’angoscia, ma anche perché procura successo e piacere, di natura essenzialmente egoica e dualistica, ma tale da generare il rafforzamento del comportamento difensivo stesso.

E’ questo in Core Energetica uno sviluppo positivo del concetto di coazione a ripetere e di tendenza umana alla distruttività di Freud: negatività come “migliore soluzione possibile”:

“sotto la maschera si nascondono emozioni negative e le tendenze distruttive di ognuno di noi. Freud ha chiamato questo strato della psiche “inconscio negativo”, la Core Energetica lo chiama sé inferiore”.[23]


Per la Core Energetica, è nel “serbatoio” del sé inferiore carico di dolore, frustrazione, angoscia e rabbia che l’individuo trova il nutrimento per agire la sua intenzionalità negativa. Il lavoro sulla maschera è dunque di importanza fondamentale, perché sotto di esso si cela una parte della natura umana, quell’ombra junghiana che agisce all’insaputa di ogni individuo costringendolo a costanti agiti ripetitivi, che nonostante il (distorto) piacere iniziale, diventano alla lunga disadattivi e fonte di nuovo dolore e angoscia. Un’ombra che l’individuo resiste a vedere, sia perché identificato con la sua maschera, sia perché la struttura dell’Io è troppo debole per non cadere, al momento del disvelamento, sotto il dominio del Super-Io, percepito come eccessivamente tirannico e giudicante, oppure preda di angosce persecutorie (Klein).

Si veda qui come il concetto di istinto di morte, inteso come “ autonomo impulso distruttivo” teorizzato da Freud, viene ripreso dalla Core Energetica come necessità di agire il male, ma “positivizzato” alla luce dell’esigenza del bambino di trovare una qualche forma di piacere sostitut


“le negatività originali non negano la vita, ma piuttosto la proteggono e la riaffermano. (..) Esse non sono istinti di morte, come diceva Freud e nemmeno forze intrinsecamente patologiche come a volte Reich le considerava. Il fatto è che l’individuo deve combattere contro le intrusioni di tipo percettivo che minano la sua integrità, proprio come deve combattere contro le intrusioni fisiche dei germi”.[24]


Attraverso il concetto di intrusioni percettive, inteso come la formazione di immagini, percetti negativi circa gli eventi dolorosi e trumatici sperimentati nel corso dell’esistenza, Pierrakos teorizza l’idea di una difesa caratteriale-corporea contro il mondo percepito come intrusivo e al quale resistere anche attraverso il dualismo e la negatività. Tuttavia, come già affermato in precedenza, per Pierrakos é il core il meccanismo regolatore che si fa garante che la negatività umana non diventi mai autonoma, totalmente distruttiva e anticonservativa. Si veda come dunque Pierrakos, come Reich e Lowen del resto, non dia all’istinto di morte il peso che Freud gli aveva dato: la Core Energetica fa appello all’etica interna dell’individuo che, afflitto dagli effetti dei suoi agiti ripetitivi, dalla spesa energetica troppo elevata per girare continuamente le quote di dolore in piacere, è disposto a guardare nella profondità di se stesso e riconnettersi con il suo compito ultimo, l’evoluzione personale: Per la Core Energetica è questo il primo passo per la “trasformazione”: tramite la resa al corpo, al dolore profondo, a “quello che è accaduto nel passato”, la negatività può essere ceduta e allontanata, per aprirsi all’accettazione, alla comprensione dell’umanità dei propri genitori, al perdono e infine alla vita e all’amore[25]. Nessuna elevazione spirituale è possibile concretamente, se l’individuo prima della luce non raggiunge e disvela l’ombra:

“Le attitudini apertamente distruttive non sono mai il vero male. Se le riconoscete e ne siete consapevoli rimanete nella corrente vitale. L’odio più tremendo, il risentimento più feroce, i peggiori impulsi di crudeltà, se vengono apertamente coraggiosamente ammessi, se non vengono irresponsabilmente agiti, né repressi o negati, non possono mai essere dannosi. Nella misura in cui sono viste, ammesse, accettate, queste emozioni diventano meno intense, e prima o poi, si riconvertono in energia positiva, costruttiva, affermatrice di vita. L’odio si trasforma in amore, la crudeltà in sana capacità di affermare se stessi, il ristagno in gioia e piacere”.[26]


Nicola Sensale, 2008

La riproduzione del presente articolo, totale o parziale, non è ammessa se non dietro esplicito consenso dell’autore e citandone la fonte.

[1 e 2] Le tre ultime citazioni sono riportate integralmente da: J. Pierrakos, Eros, Amore e Sessualità, Crisalide, 2007, pag. 103

[3] Il termine Cakra, proviene dal sanscrito e significa "ruota I chakra vengono sono considerati Centri di Forza o Sensi Spirituali Ciascuno di questi centri e' connesso , a livello di energie sottili, ai gangli principali dei nervi che si ramificano dalla colonna vertebrale In più i chakra sono correlati ai livelli della coscienza, agli elementi archetipici, alle fasi inerenti lo sviluppo della vita, ai colori, suoni, alle funzioni del corpo. La dottrina orientale che ne ha diffuso la conoscenza nel mondo occidentale considera i Chakra come aperture, porte di accesso all’essenza del corpo umano. I Chakra principali sono sette.

[4] In parapsicologia, spiritualità e new age, l’aura è considerata come un sottile campo luminoso di radiazione multicromatica, circondante il corpo fisico di un essere vivente, come se fosse un involucro o un alone, che di quell’essere riflette pensieri, emozioni e umore. E’ visibile solo a individui particolarmente sensibili e dotati di facoltà extra-sensoriali ed è stata misurata meccanicamente con la fotocamera Kirlian.

[5] J. Pierrakos, Core Energetica , op. cit. pagg. 16 e 17. Per il movimento del potenziale umano, si veda più avanti al cap. 3.1.2, comprese alcune note allo stesso.

[6] Confr. nel sito ufficiale dell’International Pathwork Foundation

[7] J.Pierrakos, Eros Amore e Sessualità, op. cit. pag. 106

[8] Alcune delle notizie autobiografiche ivi riportate su J. Pierrakos sono state desunte dal sito dell’Eabp già citato, nella sezione delle News e dalla consultazione del sito dell’Istituto Italiano di Core Energetica.

[9] J.Pierrakos, Eros Amore e Sessualità, op. cit. pag. 106

[10] Il riferimento è all’ultimo periodo della produzione teorica Reich, quello dell’energia orgonica (1950), dal quale sia Lowen che Pierrakos presero le distanze.

[11] The History and Development of Body-Psychotherapy: The American Legacy of Wilhelm Reich, COURTENAY YOUNG, pagg. 10-11, nel sito dell’EABP.

[12] Eva Pierrakos, Il Sentiero, Crisalide Edizioni, 1990 pagg. 23-24. Le altre due sfere sono costituite dal sé inferiore e dalla maschera, di seguito qui trattate.

[13] J.Pierrakos, Core Energetica, op. cit. pag. 17

[14] J. Pierrakos, ibidem pag. 25

[15] “I blocchi sono pozze stagnanti di sostanza vitale che si accumulano nel perimetro difensivo e lo corazzano in modelli disfunzionali che Reich chiamò strutture caratteriali” J. Pierrakos, ibidem pag. 28

[16] J. Pierrakos, Eros, Amore, Sessualità, Crisalide edizioni, 2007, pag. 21

[17] J.Pierrakos, ibidem pagg. 32-33

[18] J. Pierrakos, Core Energetica, cit. pag. 34

[19] J. Pierrakos, ibidem, pag. 30

[20] J. Pierrakos, Core Energetica, op. cit. pagg. 124 e 125

[21] Eva Pierrakos, Il Sentiero, op. cit. pag. 24

[22] Sigmund Freud in un primo momento, considerò l'aggressività proprio come la reazione primordiale all'impedimento della ricerca del piacere o dell'evitamento del dolore da parte dell'individuo (Lutto e Malinconia). Successivamente, Freud corresse la sua formulazione, introducendo il concetto di pulsione di morte, come fondamento della distruttività e rigettando, in tal modo, l'ipotesi in questione (Al di là del principio del piacere, 1920). Prima di teorizzare l’autonomo istinto di morte, Freud così si esprimeva in Pulsioni e loro destini (1915): “L'Io odia, aborrisce, perseguita con l'intenzione di mandare in rovina tutti gli oggetti che diventano per lui fonte di sensazioni spiacevoli, indipendentemente dal fatto che essi abbiano per lui il significato di una frustrazione del soddisfacimento sessuale o del soddisfacimento dei suoi bisogni di autoconservazione. Si può addirittura asserire che gli autentici archetipi della relazione di odio non traggano origine dalla vita sessuale ma dalla lotta dell'Io per la propria conservazione e affermazione” (Freud,, p. 33) Si ricorda che né Reich né i suoi allievi Lowen e Pierrakos aderirono mai alla concettualizzazione dell’istinto di morte e della pulsione distruttiva “indipendente”, rimanendo invece fedeli al Freud della precedente posizione teorica. Circa la coazione a ripetere così Freud si esprimeva in Al di là del principio del piacere (1920, pag. 228 ed. it.): “Ci tocca illustrare che la coazione a ripetere richiama in vita alcune esperienze passate che escludono qualsiasi possibilità di piacere, esperienze che non possono aver procurato un soddisfacimento neanche in passato, nemmeno a moti pulsionali che da quel momento in avanti sono stati rimossi”.

[23] J.Pierrakos, Eros,Amore, Sessualità, op.cit. pag. 33

[24] Pierrakos, Core Energetica, op. cit. pag. 27

[25] “Il costo più pesante di un orientamento narcisistico è l’arresto dello sviluppo della capacità di amare”. Nancy McWilliams, La diagnosi psicoanalitica, Astrolabio, 1999, pag. 1197.

[26] Eva Pierrakos, Il Sentiero, op. cit, pag. 185

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