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Che cos’é il Counseling?



“Il cliente è uno che viene volontariamente e attivamente in terapia per avere aiuto su un problema, ma senza nessuna voglia di rinunciare alla sua responsabilità per la situazione” (Carl Rogers, “Client Centered Therapy”, 1951). 

 

 

Il Counseling è una modalità di incontro, dialogo o colloquio, impiegabile in molteplici contesti che possiede caratteristiche fortemente accoglienti e umanizzanti.

 

E’ utile per sostenere, confortare e accogliere persone in momentanea difficoltà rispetto alle comuni e diverse contingenze della vita. 

 

Rivolge lo sguardo agli aspetti positivi delle persone e si cura della qualità dei rapporti umani, come contributo all’evoluzione della società.  

 

Mira a sollecitare le personali capacità di scelta e il senso di autonomia sulla propria vita.  

 

Aumenta il contatto con i propri e altrui sentimenti (empatia). 

 

In sintesi il Counseling è uno strumento di orientamento, sostegno e facilitazione, indirizzato a persone che intendono conoscere e sviluppare le proprie potenzialità, al fine di rendere il più possibile autonoma la loro esistenza quotidiana. 

 

Il Counseling si basa su competenze (skills) e tecniche di comunicazione, consulenza, facilitazione, orientamento e sostegno indirizzate a terzi (utenti, clienti), che possono essere acquisite soltanto attraverso appositi percorsi formativi

 

Inoltre, nei training l’apprendimento delle competenze e abilità di Counseling é imprescindibile dal percorso di crescita e maturazione personale di quanti aspirano a ricoprire Il ruolo di utilizzatori professionali di questa  disciplina o semplicemente a usarne le abilità. 



Si diventa Facilitatori utilizzando le abilità di counseling?

La risposta è no. 

 

E’ importante infatti chiarire la differenza tra l’uso delle abilità di counseling nella vita sociale o all’interno del proprio ruolo professionale e la pratica professionale vera e propria del counseling stesso. 

 

Intanto i training possono essere diversi, nel primo caso più brevi o mirati a un preciso target di utenza o per specifici ambiti professionali (es. corso di counseling breve per infermieri, per medici, per apprendere le abilità di base di ascolto attivo (counseling skills) per comunicare con l’utenza di riferimento.

 

Infine si diventa Facilitatori rispettando una serie di criteri, linee guida e obblighi fissati da organismi professionali che stabiliscono gli standard di accreditamento  e i livelli di competenza richiesti agli operatori. 



Perché potrebbe essere utile possedere delle counseling skills?

Nelle professioni di caring e servizi alla persona (infermiere, medico, insegnante, assistente sociale, call center, triage, etc.) può essere ragionevolmente vantaggioso possedere strumenti e abilità utili a gestire le relazioni e i vissuti emergenti sui luoghi di lavoro, al fine di apprendere (o riapprendere ove perduta), quell’attitudine a trattare con clienti e utenti riconoscendoli come affini, ovvero persone della propria stessa natura, membri di una sola famiglia umana. 

 

Esattamente come molti psichiatri posseggono un training di tipo psicoanalitico utile a migliorare il loro approccio e comprendere chi hanno davanti, sempre più persone che lavorano in professioni che prevedono attività di formazione, oppure di assistenza o sostegno a terzi, stanno svolgendo un training in abilità di counseling, come parte del loro bagaglio di base e usano queste abilità come un ruolo di counseling integrato alla loro professione. 

 

Tutte le persone che per lavoro si trovano a contatto con gli altri, secondo una modalità per la quale sapersi relazionale, saper comunicare, trasferire pensieri o comprendere emozioni diventa determinante per l'esito di taluni obiettivi, una volta effettuato uno specifico training in counseling, possono impiegare gli strumenti e le tecniche che facilitano le relazioni, l’attitudine a saper comunicare o che aiutano a riconoscere e sviluppare le proprie personali risorse.



In che cosa il Counseling è diverso dalla psicoterapia o dall’intervento psicologico?

Il Counseling non é una forma di terapia, bensì un particolare approccio relazionale e comunicativo trasversale a diversi contesti, in cui diventa predominante accogliere le persone, sostenerle o confortarle, fornire loro informazioni o strumenti per una gestione sana e responsabile della loro vita, includente la capacità di compiere scelte efficaci e autonome. 

 

Il Counseling non interviene sulla struttura della personalità, non utilizza strumenti o metodi psicologici volti a ridurre o eliminare sintomi psicopatologici: esso si pone invece come una sorta di temporary helping utilizzabile in specifici ruoli professionali (insegnante, genitore, formatore, medico, operatore socio-sanitario, consulente, etc.), allo scopo di incontrare, accogliere e sostenere gli altri nei più comuni problemi o eventi, conseguenza della naturale processualità dell’esistenza.

 

ll Counseling non fa proprio l’obiettivo di ridurre  o guarire sintomi o malattie di natura psicologica o psichiatrica. 

 

Proprio al counseling é invece, attraverso le sue tecniche e modalità di comunicazione e relazione, l’obiettivo di aumentare le autonome capacità di risposta ai problemi quotidiani e gli strumenti di auto-efficacia e auto-espressione già insiti persone

 

Mentre psicoterapia e intervento psicologico si interessano del disagio psichico, il counseling comunica con la parte sana e non contaminata della personalità, l’area in cui le risorse sono ancora intatte e necessitano di scoperta e potenziamento. 

 

Il Counseling non interviene sul passato della persona, non utilizza modalità regressive o di passaggio al là e allora; sua finalità é quella di portare la persona in contatto con il tempo presente e le sue necessità e possibilità. 



Da dove proviene?

E’ per lo più basato sui principi espressi negli anni ’40 da Carl Rogers (sopra in foto a sinistra), psicologo americano aderente con A. Maslow (sopra in foto a destra) alla corrente della Psicologia Umanistica

 

Con le sue ricerche e i suoi studi, oltre ad avere tracciato le linee guida della nuova disciplina del counseling, Rogers ha cercato di umanizzare profondamente l'ambito globale delle relazioni educative, sociali e psicologiche. 

 

L’utilizzatore ideale per il counseling è la persona che intende prendere responsabilità per ciò che gli sta accadendo, ovvero colui che ritiene di avere a che fare qualcosa con la criticità che al momento vive. 

 

Nessun modello di counseling può prescindere dai principi dell’Approccio Centrato sulla Persona che Carl Rogers, quale esponente di punta della Psicologia Umanistica, enunciò negli anni ‘50, rivoluzionando la psicologia dell’epoca e il modo di guardare all’utente o al paziente (per lui d’ora in poi, semplicemente “il cliente”). 

 

Nell’ A.C.P. si ritrovano infatti i fondamenti epistemologici di qualsiasi specifico modello teorico-metodologico si intenda adottare nel fare counseling. 



Versatilità del Counseling

Il counseling è una disciplina la cui forma operativa più comune, ovvero la tecnica dell’ascolto centrato sulla persona, può essere impiegata in qualsivoglia specifico ambito della relazione d’aiuto: la sua versatilità ne ha determinato difatti la sua fortuna applicativa come pure il sincretismo metodologico, ovvero la sua capacità di fondersi con altre metodologie o modelli teorico-tecnici. 

 

Psicoterapeuti di vario orientamento, consulenti e altri soggetti professionali utilizzano sempre più frequentemente questo termine nel mondo aziendale, scolastico e universitario, dei servizi socio-sanitari e comunitari.

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