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Espressione corporea delle emozioni


Le emozioni producono in chi le sperimenta la particolarità di modificare il comportamento paraverbale e non verbale in modo ben visibile, specie a livello facciale, vocale, gestuale, prossemico e aptico.

 

Le emozioni si manifestano pertanto all'esterno attraverso indicatori quali :

 

-le espressioni facciali

 

-la voce (tono, velocità, timbro, volume, ritmo, pause)

 

-le posture e gli atteggiamenti psico-motori (modi di camminare, sostare, star seduti, gesticolare, sbracciare, abbigliamento, etc.)

 

-la prossemica, ovvero il modo in cui ci disponiamo nello spazio quando ci troviamo a dover interagire con gli altri

 

-l’aptica, vale a dire il modo in cui entriamo in contatto fisico con gli altri quando ci troviamo in un’interazione (bacio sociale, abbraccio, stretta di mano, etc.). Questo aspetto comunicativo è è fortemente mediato dalla cultura di appartenenza, ma le emozioni giocano un ruolo fondamentale nel modo in cui lo mettiamo in atto.


Emozioni e comunicazione non verbale

La comunicazione non verbale promuove differenti intenzionalità e obiettivi comunicativi. Il comportamento corporeo e l’espressione delle emozioni, costituiscono i più importanti strumenti a sostegno della comunicazione verbale e delle sue intenzioni.  La comunicazione non verbale é indirizzata a:  

-esprimere chiaramente un’emozione: per es. stringere gli occhi, aggrottare le sopracciglia, guardare fissi e stringere le labbra, come quando si é pervasi dalla rabbia;

 

-comunicare con evidenza intenzioni e motivazioni, per es. di tipo rassicurante, quando ci accingiamo a sorridere e volgere lo sguardo verso qualcuno che non conosciamo ma con cui dobbiamo incontrarci;

 

-esprimere il proprio modo di essere (i propri tratti di personalità);

 

-sostenere i tempi della comunicazione verbale (per es. abbassare la voce e volgere lo sguardo altrove per segnalare all’interlocutore che abbiamo finito di parlare). 



Ulteriori segnalatori corporei di emozione:

 

-movimenti degli occhi e di direzione dello sguardo

 

-suoni come ridacchiare, grugnire, sbadigliare, mormorare

 

-comportamenti insistenti come mordersi le unghie, toccarsi o sistemarsi i capelli, schiacciare brufoli, spostare oggetti

 

-uso dei sensi diversi da vista e udito (annusare, fiutare, toccare)

 

-sudorazione, rossore, pallore o altri meccanismi fisiologici e ormonali



La voce e il volto

La voce é uno dei canali di espressione corporea delle emozioni più difficile da manipolare o dissimulare.

 

E’ infatti noto che una forte emozione produce una modificazione dello stato fisiologico che si riverbera sul respiro, la fonazione e l’articolazione dei suoni.

 

Ciò rende evidente e immediatamente apprezzabile, a meno di un auto-controllo perfetto e impeccabile, il cambiamento nell’espressione vocale globale (modificazione paraverbale). 

 

La maggior parte degli studi concorda tuttavia sul fatto che sia il viso l’indicatore più apprezzabile di presenza di emozioni che si stanno attivando dall’interno verso l’esterno, piuttosto che la voce o la gestualità corporea complessiva.

 

In caso di discrepanza comunicativa (ovvero quando verbale e non verbale non sembrano in accordo), pare infatti che sia il viso a suggerire le informazioni più veritiere.

 

Quali parti del viso esprimono o meglio permettono di identificare un’emozione?

 

Non è dato come sicuro quali siano, tra i segnali espressi dal viso, quelli che fungono maggiormente da indicatori emotivi, né è possibile avere un’idea chiara di quali siano le strategie che portano chi osserva a comprendere di che emozione si tratta. 



Scomponendo il viso della persona in 3 fasce (fronte e sommità capo, occhi, bocca), Wallace Friesen e Paul Ekman (1934, vivente), psicologi statunitensi contemporanei noti universalmente per il loro studio sulle espressioni facciali, hanno potuto rilevare che la bocca esprime più di tutte la felicità e il disgusto, gli occhi invece la paura e la tristezza, mentre per la rabbia pare essere necessaria la panoramica di tutto il volto.

 

Secondo tale studio che ha prodotto il primo sistema di codifica delle espressioni facciali, tutte le fondamentali emozioni umane si presentano, a livello della mimica facciale, in modo chiaro e riconoscibile universalmente, vale a dire a prescindere dal luogo e dalla cultura di riferimento.

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