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La forza del linguaggio dell'accettazione



Quando una persona è in grado di provare e comunicare una genuina accettazione di un’altra persona, ciò può diventare per lei una potente fonte di aiuto.

 

L'accettazione fornita agli altri è un elemento importante dei rapporti tra le persone, in quanto favorisce spontaneamente la creazione di una relazione in cui qualcuno “accettato” può crescere, svilupparsi, cambiare in maniera costruttiva, imparare a risolvere i propri problemi, muoversi in direzione della salute psicologica, diventare più produttivo e creativo e realizzare il suo massimo potenziale.

 

Quando una persona, infatti, sente di essere veramente accettata da chi ha di fronte così com'è, può iniziare a muoversi liberamente e a pensare a come cambiare, a come crescere, a come migliorare rispetto a ciò che è.

 

Quanto appena descritto costituisce uno dei paradossi della vita relazionale.



L'accettazione è paragonabile al terreno fertile che permette a un piccolo seme di svilupparsi e di diventare fiore.

 

Se non fosse per il terreno il seme non poterebbe dar vita ad un fiore. Il suolo dona al seme la possibilità di crescere, seppur quest’ultimo, per natura, possegga la capacità di auto-svilupparsi.

 

Analogamente al seme, anche il bambino contiene all’interno del proprio organismo le risorse per il suo sviluppo.

 

L'accettazione è come il terreno per il seme: essa è il fattore che consente al bambino di realizzare il suo potenziale.



Perché l'accettazione genitoriale ha un'influenza positiva così significativa sui figli? Spesso i genitori hanno una percezione errata degli effetti dell’accettazione sullo sviluppo dei figli.  

 

La maggior parte degli individui (al giorno d’oggi) è stata educata a credere che se si accetta un bambino, egli rimarrà esattamente così com'è e che il modo migliore per aiutarlo a crescere positivamente (su qualche aspetto) consiste nell’esternargli ciò che non si accetta di lui nel momento presente.

 

Di conseguenza, la maggior parte dei genitori fa molto ricorso al linguaggio della non accettazione nell'educazione dei figli, credendo che esso sia il metodo (espressivo) migliore per promuoverne lo sviluppo.

 

Il “terreno” che la maggior parte dei genitori mette a disposizione per la crescita dei figli è ricco di valutazioni, giudizi, critiche, prediche, moralismi, ammonizioni e comandi; tutti elementi che trasmettono, per l'appunto, messaggi di non accettazione.

(In realtà), è il linguaggio dell’accettazione ciò che crea i presupposti per l’espressione e l’apertura dei bambini.

 

Esso consente loro di sentirsi liberi di condividere i propri sentimenti e i propri problemi.

 

I terapeuti e i counselor hanno dimostrato (da tempo) quanto possa essere potente l’accettazione.

 

I terapeuti e i counselor più efficaci, (infatti), riescono a trasmettere ai pazienti/clienti cui si rivolgono un’accettazione totale (del loro modo di essere e di comportarsi).


Ecco perché spesso si sente dire che durante una consulenza o una seduta terapeutica ci si sente totalmente liberi dal giudizio del professionista.

 

Molte persone riferiscono di aver sperimentato la libertà di poter manifestare al terapeuta/counselor il peggio di sé, in quanto sentivano che egli li avrebbe accettati a prescindere da ciò che avrebbero detto o provato.

 

Tale accettazione è uno degli elementi più importanti che contribuiscono alla crescita e al cambiamento individuale nel corso della consulenza e di un percorso terapeutico.

 

 

Fonte: 

Gordon, T., The Power of the Language of Acceptance, Gordon Training International, https://www.gordontraining.com, consultato il 21/11/22. 

 

Traduzione e adattamento Elisabetta Frua dottore in Psicologia e Nicola Sensale psicologo e psicoterapeuta

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