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Le migliori Relazioni sono quella senza Compromessi


Questo articolo prende spunto da uno scritto (1) di Thomas Gordon, allievo e collaboratore di Carl Rogers, con cui ha sviluppato lo strumento dell'Ascolto Attivo. Thomas Gordon ha  successivamente ideato il Metodo Senza Perdenti, cui l'articolo stesso fa riferimento.

 

Nel testo Gordon menziona i punti deboli della strategia del compromesso, volendo dimostrare che esiste un approccio educativo in cui nelle controversie familiari (tra genitori e figli o tra partner) nessuno guadagna a scapito dell'altro. Guardiamo questi esempi, in parte riportati nell'articolo originale di Gordon:

 

Ti suonano familiari queste parole?

“Non hai ancora finito i compiti?”

“Oh, invece si che li stavo facendo!”

"Non è vero, guarda qui!

 

E queste altre?

“Ho bisogno di parlarti di una cosa.”

“Uffa, adesso? Ma non riesci proprio a lasciarmi in pace un secondo!?”

 

Gordon dice che questi tipi di contrasti si verificano spesso in famiglia. Quando abbiamo bisogni che sembrano inconciliabili,  pur di andare avanti e non arrivare a lotte estenuanti, spesso va a finire che noi o un altro cederemo e che quindi certi bisogni verranno sì soddisfatti, ma a spese dell'altro.

 

Questo modo di fare, osserva Gordon, prevede che ci sia sempre qualcuno che vinca e un altro che perda


“Compromesso” è invece uno strumento spesso usato per risolvere queste situazioni ed evitare che si debba vincere o perdere e che entrambi in una discussione possano uscirne con un po' di soddisfazione. 

 

Gordon fa notare che  secondo la saggezza popolare ogni buona relazione deve essere basata sul compromesso e che ci viene consigliato, quando qualcosa non va, di scendere a patti con l'altro. 

 

Quando sentiamo parlare di "compromesso", perciò, ci viene suggerito di rinunciare a qualcosa che desideriamo in favore di un bene superiore, in questo caso il bene della relazione.

 

Tutti e due lasciamo andare qualcosa, pur di metterci d'accordo e continuare a stare insieme. 

 

In effetti l'atteggiamento mentale con cui entriamo in un confronto tra differenti bisogni è di solito nell’ottica del Vinci-Perdi; ognuno essendo preoccupato di perdere, vuol essere sicuro di ottenere la maggior parte di ciò che desidera e che sia vicino alle proprie soluzioni, perciò tira la corda esclusivamente dalla sua parte. 


Nel compromesso invece, una o entrambe le parti rinunceranno ad uno o più dei loro bisogni, in modo che tutti possano andare d'accordo.

 

Ma non è detto che funzioni! Qualcuno potrebbe comunque rimanere scontento e in ogni caso, il problema sarebbe solo rimandato alla volta successiva, perchè in campo c'è ben altro che la semplice divisione degli interessi, in campo ci sono le persone con i loro sentimenti (rispetto, bisogno di essere visti, considerati, amati, lasciati liberi, etc.), che però il compromesso non prende in considerazione.

Un compromesso per i litigi come quelli sopra menzionati potrebbe assomigliare a qualcosa del genere.



Esempio 1: 

 

“Non hai ancora mangiato i broccoli?”

“Oh, invece si che lo stavo facendo!”

"Non è vero, sono ancora tutti nel piatto!

“Non voglio mangiare i broccoli; mi si attaccano alla lingua” 

“Devi mangiarle le verdure, è importante, dai prendi almeno 5 broccoli e poi basta!”




Esempio 2: 

 

“Ho bisogno di parlarti di una cosa.”

“Uffa, adesso? Ma non riesci proprio a lasciarmi in pace un secondo!?”


“Va bene, immagino che ti dovrò aspettare; fammi solo sapere quando avrai voglia di parlarne.”


Nel primo esempio, il bambino non riesce veramente a soddisfare i suoi bisogni, non si sentirà capito e rispettato, ma aderirà ai bisogni del padre purchè la smetta di fargli pressione. 

 

Potrebbe infatti, dice Gordon, sottomettersi e mangiare i suoi broccoli, il che potrebbe farlo sentire impotente, frustrato, forse risentito, oppure potrebbe provare a opporsi, alzarsi da tavola e fuggire via. In una qualsiasi di queste situazioni, la relazione viene comunque danneggiata da un lotta di potere. 

 

Il genitore osserva inoltre Gordon, ha inviato il messaggio a suo figlio che i suoi bisogni hanno la precedenza su quelli dei figli. Il bisogno, in questo caso, di essere rassicurato che sta facendo un buon lavoro con il suo bambino. In cambio di questo lo lascerà in pace.  



Nel secondo esempio, ci fa notare Gordon una persona ha completamente sottomesso e sacrificato i propri bisogni per un'altra.

 

Questa persona ha messo i propri bisogni in secondo piano, il che probabilmente sarà frustrante e di nuovo potrebbe portare a sentimenti di rabbia e risentimento. Ha evitato di insistere per salvare la relazione, ma non si sarà sentito capito e ascoltato quando aveva bisogno, ottendendo invece una "rispostaccia". 


Il P.E.T. (Corso per Genitori Efficaci, n.d.t.) ci offre un'alternativa al compromesso, chiamata Metodo III, ovvero Metodo Senza Perdenti.

 

Dice Gordon: "invece di affrontare la frustrazione di non aver soddisfatto i nostri bisogni attraverso il compromesso, o di sentirci come se dovessimo combattere i nostri cari in una battaglia "i miei bisogni contro i tuoi", con il Metodo Senza Perdenti possiamo dichiarare chiaramente i nostri bisogni e quindi discutere e raggiungere una soluzione che soddisfa le esigenze di tutti".

 

Nel Metodo Senza Perdenti, sono le emozioni e i sentimenti delle persone a prevalere e l'accordo viene trovato una volta che tutti hanno potuto esprimere i propri bisogni e le emozioni connesse ai medesimi. Il risultato sarà sorprendente!

 

In sostanza, ognuno potrà ottener ciò che vuole, senza né vincitori né vinti. 

 

Sul Metodo Senza Perdenti, a breve un nuovo interessante articolo!  

(1) Link all’articolo originale:

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