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La storia della Psicoterapia Corporea


La psicoterapia corporea nasce direttamente dal seno della psicoanalisi e, sebbene la si faccia risalire storicamente all’opera e al pensiero di W. Reich, primo allievo di Freud a fare del corpo uno strumento del lavoro psicoterapeutico, si deve attribuire ad altri studiosi a lui precedenti, il ruolo di precursori del movimento dell’analisi corporea.


Sigmund Freud e Wilhelm Reich

Chi furono i predecessori della Pscioterapia Corporea?

Georg Groddeck (1866-1934) è forse il primo vero “psicoterapeuta corporeo”.

 

Prima ancora di conoscere Freud,  Groddeck, che era medico e fisioterapista, usava regolarmente il massaggio nella sua pratica medica.

 

In vent’anni di attività aveva messo a punto una tecnica di massaggio che trattava con vigore i blocchi e le tensioni muscolari, anche quelle più cronicizzate dei pazienti,  procurando sollievo in termini di rilascio di tensioni e di miglioramento nel flusso del respiro.

 

L’incontro con Freud e le sue idee fu particolarmente fervido per Groddeck, il quale si formò come analista e iniziò ad approntare una tecnica che prevedeva ancora la manipolazione del corpo dei pazienti, convinto com’era dell’unitarietà dei processi mente-corpo e della necessità di contattare l’inconscio, l’ES, come lui stesso lo aveva chiamato, attraverso il canale corporeo.

Groddeck è il primo analista ad introdurre, prima ancora di Reich, il concetto di difesa corporea: l'incontro con la psicoanalisi fece comprendere a  Groddeck che le difese corporee erano al servizio della rimozione in senso freudiano e che senza di esse la rimozione psicologica non sarebbe possibile:


Georg Groddeck

 

"ero convinto che la distinzione tra anima e corpo fosse solo verbale e non sostanziale, che corpo e anima costituissero un tutt’uno, e che in questa totalità stesse nascosto un ES, una forza da cui veniamo vissuti, mentre crediamo che siamo noi a vivere.

 

In altri termini, io ho rifiutato fin dall’inizio la distinzione fra disturbi fisici e disturbi psichici, tentando di curare il singolo individuo in sé e l’ES in lui, cercando una via che porta all’inesplorato."


Più diretta di quella di Groddeck,  fu certamente l’influenza di quello che venne chiamato il movimento berlinese di consapevolezza corporea, che si sviluppò durante il periodo della repubblica di Weimar in Germania e la cui vivacità fu simile a quella del movimento “per il potenziale umano che si sarebbe sviluppato negli anni ’60 in Usa. 

 

Chi ne faceva parte?

Di questo movimento facevano parte Elsa Gindler (1885-1961) e Rudolf Laban (1879-1958), Elsa Lindenberg (allieva di Laban e seconda moglie di W. Reich) e i coniugi Heyer.


Elsa Gindler, Elsa Lindenberg e Rudolf Laban

La Gindler era un’insegnante di ginnastica e Laban un danzatore:

 

entrambi erano interessati ad un lavoro che portasse le persone in contatto consapevole con il corpo e con la necessità del movimento espressivo, libero da restrizioni psichiche, inconsce, culturali.

 

La loro azione fu così importante e contaminante nel mondo della psicoterapia berlinese che portò alla formazione di alcune scuole di psicoterapia corporea.


esercitazioni in pratiche corporee con Elsa Gindler

I coniugi Heyer, lui psichiatra, lei allieva di Elsa Gindler, lavorarono separatamente sugli stessi pazienti, occupandosi l’uno degli aspetti psichici, l’altra degli aspetti corporei, dietro la convinzione che "ogni disturbo mentale ha il proprio equivalente somatico".

 

Lavorarono anche molto sulla respirazione e fecero uso di tecniche di massaggio


Fu Elsa Lindemberg a mettere in contatto con il movimento di consapevolezza corporea berlinese colui che sarebbe poi diventato il più importante studioso e teorico dell’approccio psicoterapeutico corporeo: Wilhelm Reich


Elsa Lindemberg in foto con William Reich

Chi è Wilhelm Reich?

Un giovane Wilhelm Reich

Wilhelm Reich nasceva nel 1897 a Dobrzcynica, in Galizia, da una famiglia di benestanti agricoltori di lingua tedesca, dai quali ricevette un’educazione “germanica” molto rigorosa.

 

Rimasto orfano di madre a 14 ani e di padre a 17, Reich riuscì a mantenersi agli studi di medicina a Vienna grazie all’eredità familiare.

 

Laureatosi in medicina e chirurgia nel 1922 e specializzatosi in neuropsichiatria nel 1925, fu accolto ben presto (1920) nella società psicoanalitica viennese fondata da Sigmund Freud.




Freud, che lo teneva in grande considerazione per la sua brillantezza e vivacità intellettuale, gli affidò l’incarico di vice-direttore del Freud’s Psychoanalytic Polyclinic di Vienna (1928-1930) e di direttore dei seminari di terapia psicoanalitica della medesima istituzione.

 

Nel 1927, Reich entra nel Partito Comunista e da questo momento in poi le sue posizioni rispetto al movimento psicoanalitico viennese e a Freud in persona diventano progressivamente diverse fino a configurarsi come inconciliabili.

 

Egli inizia ad accusare la psicoanalisi di una deprecabile “neutralità sociale”, la quale la poneva in tal modo al di fuori della possibilità di incidere sulle trasformazioni della società.



Reich identifica infatti nella società e nella morale la principale responsabile della repressione culturale e sessuale, una posizione che lo avvicina idealmente alle tesi sostenute da Marcuse e dalla Scuola di Francoforte.

 

Inoltre, Reich rigetta il concetto freudiano  di istinto di morte, come quello di libido.

 

Per il Reich comunista, la terapia diventa “militanza”: obiettivo della terapia non è la liberazione del paziente dalla sofferenza relativa alla rimozione inconscia delle pulsioni, né la successiva adesione consapevole al principio di realtà.

 

E non lo è nemmeno il processo psichico di sublimazione, necessario a sostenere la dolorosa rinuncia all’appagamento “sessuale”.

 

Quale era lo scopo della terapia per Reich?

Scopo della terapia è la trasformazione della società, che può avvenire soltanto attraverso l’aumento della consapevolezza nel paziente dell’esistenza dei suoi blocchi corporei  (intesi come la forma fisica delle sue nevrosi psichiche),  attraverso la liberazione del proprio potenziale energetico e la ricerca della gioia e del piacere sessuale. 



Resosi ostile al movimento psicoanalitico viennese, a causa di tali idee, Reich si trasferisce a Berlino nel 1930, dove continua la militanza comunista e dove pubblicherà  alcune tra le sue opere più importanti.

 

Nel periodo di permanenza a Berlino (1930-33), conosce la sua seconda moglie, Elsa Lindenberg, ballerina presso l'Opera di Stato ed anch'essa impegnata politicamente nelle organizzazioni di sinistra.

 

A seguito della pubblicazione berlinese di La psicologia di massa del fascismo, Reich per evitare le persecuzioni naziste, dovette emigrare con Elsa nei paesi scandinavi e dal 1933 al 1939 visse in Danimarca, Svezia e Norvegia.

 

In quest’ultimo paese, che possiede in quel periodo una forte tradizione medica e psicoanalitica legata al corpo, egli trova un ambiente molto ricettivo e stimolante, e forma i suoi primi allievi (Ola Raknes, Nic Waal, Odd Havrevoll).

 

Non furono anni facili perché anche in questi paesi Reich incontrò molte difficoltà a seguito delle sue idee così avanguardiste, tanto che nel ’34, la Società Psicoanalitica Internazionale riunitasi a Lucerna, chiese e ottenne l’espulsione di Reich dal suo interno.



Diverse tipologie di tipi corporei che servivano a rintracciare i diversi blocchi e le caratteristiche pisologiche.

La principale difficoltà per il comitato internazionale è che nella terapia che Reich propone si entra in contatto fisico con il corpo, spesso seminudo, del paziente, violando così precise norme etiche del codice dell’analista.

 

In Norvegia Reich diede a Ola Raknes, suo miglior discepolo, l’autorizzazione ad insegnare il suo metodo e a rilasciarne un attestato come vegetoterapeuta.

 

Reich aveva chiamato il suo metodo “vegetoterapia”, una combinazione di psicoanalisi, analisi del carattere e trattamento del corpo e dei suoi blocchi energetici.

 

Reich aveva elaborato la sua teoria della vegetoterapia e desunto i concetti di carica e scarica e auto-regolazione, dopo esser stato profondamente influenzato dagli studi di Walter Cannon, il grande fisiologo americano cui si fa riferimento fondativo in psicologia delle emozioni e che Reich aveva conosciuto in Norvegia in quel periodo.

 

Tramite Cannon, Reich si fece un’idea precisa dell’origine psicosomatica delle malattie: 




i diversi punti di blocco nel corpo

“the vegetotherapy Reich created in Scandinavia is not only a way of applying Cannon’s model (..), but an incredibly powerful way of putting the whole homeostatic system of an organism in movement, so as to support an indepth transformation of its dynamics”.


Nel 1939 dalla Norvegia, essendo imminente l’invasione delle armate naziste, Reich raggiunto da un decreto di espulsione, decide di trasferirsi negli Stati Uniti, dietro invito della New School for Social Research di New York

 

In America Reich proseguì i suoi studi e le sue ricerche sull’energia orgonica (orgone era la parola usata da Reich negli anni americani, per definite il suo concetto di energia).

 

In America, Reich formerà negli anni ’40 i suoi allievi più importanti, Alexander Lowen e John Pierrakos, ma dagli anni successivi in poi, come lo stesso Lowen sostenne in un suo libro,  Reich comincia ad essere oggetto di un culto della personalità smisurato, nella stessa cerchia dei “terapeuti orgonici” da lui personalmente formati, la qual cosa provocherà il distacco tra il suo allievo preferito e il maestro. 


Reich e uno dei suoi macchinari per misurare l'energia orgonica

Ci fu un'evoluzione negativa del percorso di ricerca?

In effetti, come pare evincersi dal lavoro dei suoi vari biografi,  Reich  negli ultimi 10-15 anni della sua vita  si andava trasformando in una sorta di scienziato che, abbandonata la ricerca clinica, cercava attraverso macchinari di sua invenzione chiamati accumulatori orgonici, un modo per aumentare l’energia delle persone ammalate o addirittura curare il cancro da lui, in quanto psicosomatista, identificata come un profondissimo blocco del corpo di un individuo in cui l’“energia” non fluisce più libera a seguito del  cronicizzarsi della corazza caratteriale.

 

Non solo, Reich aveva iniziato a fare particolari esperimenti su forme di energie di cui diceva di avere fatto scoperta.


Accumulatore Orgonico di Reich

Come reagì il governo americano?

Nel 1954 il governo americano decide di investigare su Reich affermando che gli accumulatori erano una frode e che quindi se ne vietava la diffusione, che l'energia orgonica non esisteva e che tutta la letteratura orgonomica era solamente un espediente per vendere libri e macchinari,  che dovevano essere quindi tolti dal mercato e distrutti.

 

Cosa successe a Reich?

Reich venne condannato, le sue opere e i suoi macchinari vennero effettivamente messi al rogo, e nel 1955, per aver violato la sentenza della Corte Americana che lo aveva condannato a non detenere più né suoi libri né “macchinari orgonici”, dovette scontare due anni di carcere, durante i quali morì, poco prima della fine della pena, nel 1957.



Nessuno degli attuali biografi di Reich osa ipotizzare che l’analista corporeo tedesco, si trovasse negli ultimi anni della sua vita in uno stato di insanità, tuttavia è un fatto che il governo americano lo condanna, forse vittima del suo passato comunista, considerandolo eversivo e pericoloso

 

In conclusione, William Reich  fu certamente uno dei ricercatori più brillanti e ingegnosi nel campo della psicoterapia, disciplina che era solito concepire al centro di un dominio di interesse più vasto,  che includeva la società e la cultura, la politica, la filosofia e la scienza medica.




Senza voler far nulla per dissipare o ignorare il cono d’ombra che si proietta sull’ultimo periodo della sua esistenza, come lo stesso Lowen ebbe modo di affermare, Reich è stato sicuramente il principale interprete dello sviluppo della psicoanalisi applicata al corpo, sopra ogni altro suo contemporaneo, e ha lasciato in dote ad altri studiosi costrutti teorici importanti quali il concetto di energia e di difesa caratteriale, che qui verranno approfonditi nella sezione di tesi relativa ai principi e fondamenti scientifici della psicoterapia corporea. 

 

Scrive Alexander Lowen:

Intorno a Reich (…) si sviluppò una sorta di culto. Io non entrai mai a far parte del gruppo che circondò Reich dal 1947 al 1956, e che lo considerava onnisciente e onnipotente (…). In quel periodo vidi che molte persone vicine a Reich  avevano rinunciato alla loro indipendenza e maturità di giudizio, solo per ottenere una qualche intimità con il grande uomo. Anche io me ne resi conto. Detto questo vorrei aggiungere che ai miei occhi, allora come adesso, Reich è stato un grande uomo sotto molti aspetti. La sua comprensione dei problemi emotivi degli esseri umani, la sua percezione di un’unità di base in tutta la natura e la chiarezza del suo pensiero, lo collocavano al di sopra di tutti quanti in questo campo. Ma non era onnisciente e aveva molti problemi personali che ostacolavano il suo lavoro e la sua vita” (A.Lowen, 1994).




Note al testo

1.Nel libro dell’Es di Groddeck, in una frase estrapolata da una lettera del carteggio Freud - Groddeck si dice : "effettivamente Freud riconobbe che egli doveva il termine " ES " a Groddeck il quale, a sua volta, l’aveva tratto da Nietzsche." G. Groddeck, Il libro dell’Es lettere di Psicoanalisi ad un’amica, Adelphi, Milano, 1984 pref . pp. XVI

 

2.Groddeck G., Il libro dell'Es , Adelphi, Milano, 1966

 

3.Carteggio Freud - Groddeck, lettera del 27 - maggio 1917, Adelphi, Milano, 1973, pp.11

 

4.Il movimento Encounter  per lo sviluppo del potenziale umano è citato in La Psicodimanica dei gruppi, op. cit. pag. 51

 

5.Rudolf Laban (1879-1958), ungherese, danzatore, coreografo, compositore, è stato il padre della danza moderna europea.  Intellettuale e ricercatore, ha elaborato una delle più complete teorie del movimento umano: Laban Movement Analysis. Si veda in Effort, MacDonald & Evan, London 1977

 

6.Heyer G, Praktische Seelenheilkunde: eine Einführung in die Psychotherapie für Arzte und Studierende. Ernest Reinhardt, Monaco 1935, 1950. (Comprende anche scritti della moglie)

 

7.Confronta in L. Marchino, la Bioenergetica, Xenia edizioni, 1995 pagg. 33-36.  

 

8.La confutazione dell’istinto di morte viene pubblicamente affermata da Reich nel 1932,

nell’International Zeitschrift fur Psychoanalyse. 

 

9.Per Reich era inesatto parlare di libido, quanto piuttosto di “energia”, corrente vitale pulsionale, che non ha la connotazione astratta che ha per Freud la libido, poiché, secondo Reich, l’energia essa esiste realmente, ha sede nel corpo e nel corpo viene repressa e bloccata dai condizionamenti familiari, sociali e dalle troppo rigide pratiche educative del tempo. 

 

10. Quelle difese o corazze caratteriali, di cui parlerà nell’Analisi del Carattere, 1933, il suo testo più noto.

 

11.Sebbene non sulle stesse posizioni così radicali, anche un’altra serie di allievi d Freud presero le distanze dal maestro, confutando la teoria dell’istinto di morte e rigettando l’ipotesi della  neutralità sociale e del non interventismo dell’analista: essi erano Fromm, Horney, Sullivan, definiti gli interpersonalisti americani. 

 

12.L’irruzione della morale sessuale coercitiva (1932), La lotta sessuale dei giovani (1932), Analisi del carattere (1933), La psicologia di massa del fascismo (1933) e, infine, La rivoluzione sessuale (1936)

 Si legga a questo proposito The Golden Age of Body Psychotherapy in Oslo, di Michel Heller, che traccia la storia della medicina e psicologia psicosomatica norvegese dagli inizi del XX° ad oggi. Nel sito ufficiale della Norvegian Vegetothrapy Institut. 

 

13.Courtney Young, confronta nel sito dell’Associazione Statunitense per la Psicoterapia Corporea. 

 

14.Cannon, Walter (1871-1945), fisiologo statunitense,  formulò la cosiddetta teoria centrale delle emozioni, secondo la quale la sede della formazione delle emozioni si troverebbe nel talamo e non solamente nel sistema nervoso autonomo. Cannon si occupò infine dei meccanismi di autoregolazione corporea, grazie ai quali l’organismo raggiunge la condizione di omeostasi di parametri interni come la temperatura o la concentrazione dei fluidi corporei, al variare delle condizioni ambientali. Nel suo celebre The wisdom of the body (1932), Cannon formula la sua visione globale in cui “ogni cosa é legata con ogni altra”, e le emozioni sono centrali in quanto partecipano nella coordinazione di tutti i principali organi (attraverso l’”omeostasi dinamica aperta”).  Per Cannon le emozioni non sono dunque solo strettamente connesse con la dimensione interpersonale, bensì anche con il sistema vegetativo, cardio-vascolare, digestivo ed ormonale e viscerale. 

 

15.The Golden Age of Body Psichoterapy in Oslo, op. cit. 

 

16.Benché quasi tutti i biografi riportino la notizia come “decisione” di Reich, Gerda Boyesen, sostiene che egli fu costretto ad uscire dalla Norvegia poiché “venne espulso con decreto del parlamento norvegese: Ciò comunque gli salvò la vita poiché, poco tempo dopo, i nazisti invasero il paese”.

G.Boyesen, Psiche e soma, Astrolabio editore. pag. 8

 

17.In Norvegia, Reich avrebbe potuto avere sicuramente maggior aiuto dal gruppo “rivale” di Braatøy/Büllow-Hansen, purtroppo il clima politico era molto accesso anche in Norvegia e le idee eccessivamente radicali di Reich, non contribuirono allo scambio culturale e alla solidarietà tra i due gruppi medico-psicoterapeutici –somatici che parallelamente stavano sviluppando in quel paese, per vie diverse, le intuizioni di William Cannon. La Bullow-Hansen rifiutava inoltre il metodo di Reich e Ola Raknes, di far lavorare i loro pazienti “in mutande”. 

 

18.A.Lowen, Arrendersi al Corpo, op. cit. pag. 38

 

19.La biografia di Reich è stata ricostruita sulla base della consultazione La Bioenergetica di L. Marchino, op. cit., The Golden Age of Body Psychotherapy in Oslo (Michel Heller), G. Boyesen Tra Psiche e Soma, op. cit. inoltre consultando i siti del Wilheim Reich Museum di Orgonon,  della Scuola Italiana di Analisi Reichiana (SIAR, riconosciuta formatrice di psicoterapeuti ai sensi MIUR), della Società Italiana di psicoterapia Reichiana, del Club dei Bioenergetici. 

 

20. Sono molte le citazioni circa l’analisi del carattere anche in autori non corporei, di orientamento psicoanalitico, come ad esempio Nancy Mc Williams. Confronta in La diagnosi psicoanalitica, N.McWilliams, Astrolabio Editrice. In Italia la SPI, Società Psicoanalitica Italiana ha finalmente incluso, pur con molti distinguo,  W.Reich tra gli autori trattati nei loro corsi.

 

21.Lowen si riferisce certamente al gruppo degli “orgonomisti” che Reich stava radunando attorno alle sue nuove idee. 

 

22.A.Lowen, Arrendersi al corpo, op. cit. pag. 38. Lowen suggerisce la consultazione della biografia di Reich redatta da Myron Scharaf dal titolo Fury on Earth, la quale presenta un Reich “luci e ombre”. 

 

 

Bibliografia

Ola Raknes, Wilhelm Reich e l'Orgonomia, Ed. Astrolabio 1972, pagg. 113-128, articolo sul "concetto orgonico di salute"

Wilhelm Reich nell'articolo Paura di cadere in un lattante di tre settimane, in Bambini del futuro, SugarCo, Carnago (Varese),1987

Luciano Marchino, Formazione e dissoluzione dell'armatura caratteriale, in Cyber n. 36, 1992, pag. 16.

W. Reich La Funzione dell'Orgasmo, Sugarco Edizioni  

Luigi de Marchi, Vincenzo Valenzi,:  Wilhelm Reich,  una formidabile avventura scientifica e umana,  Macro Edizioni, novembre 2007

M. Cattier, La vita e l'opera di Wilhelm Reich, Feltrinelli, Milano, 1970

G. Ferri - G. Cimini, Psicopatologia e carattere, Anicia, Roma 1992 

F. Navarro, Caratterologia post-reichiana, Nuova Ipsa, Palermo 1991 

L. Marchino, Reich: psicanalisi, sessualità, energia vitale, Stampa natura e solid., Milano 1997 

La terapia reichiana, Totton -Edmondson,  Red edizioni

The Golden Age of Body Psychotherapy in Oslo, di Michel Heller, Norvegian Vegetothrapy Institut

The History and Development of Body-Psychotherapy: The American Legacy of Wilhelm Reich, COURTENAY YOUNG

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