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Origini storiche del Counseling



Le origini storiche del Counseling vanno rintracciate in due diverse direzioni: la tradizione volontaristica e dell’azione sociale che si sviluppa nei paesi anglosassoni tra il secolo XIX e XX e la matrice psicoterapeutica, a partire dagli anni ’50 del secolo scorso, grazie all’opera di Carl Rogers (in foto sopra)

 

La prima, diede impulso al counseling quale strumento di consulenza, supporto e orientamento, in risposta alle problematiche che emersero a seguito delle trasformazioni sociali dovute alla rivoluzione industriale.

 

La seconda ha dato origine al moderno ruolo del Counselor, come professionista del colloquio d’aiuto. 

 

Il campo del counseling inteso come consulenza di sostegno e orientamento, anche su base volontaristica, ha una sua ricca storia e la professione, così come la conosciamo oggi, si é sviluppata a seguito dell'affermazione della rivoluzione industriale e dei conseguenti cambiamenti sociali. 

 

La massiccia urbanizzazione delle principali aree metropolitane di Stati Uniti e Inghilterra, avvenuta a seguito della “fuga dalle campagne” in favore della ricerca di un miglior avvenire, provocò una rottura con le radici storiche e i tradizionali supporti sociali, familiari e affettivi dei contesti di provenienza.



Una serie di conseguenze (difficoltà di inserimento sociale e occupazionale, disorientamento culturale, sfruttamento nei luoghi di lavoro, mancanza di adeguata istruzione di base o di specifiche competenze lavorative e,  più in generale, una pessima qualità della vita), dovettero essere pertanto affrontate come problema di interesse collettivo, a livello istituzionale:

“Precedentemente c'erano piccole comunità rurali, famiglie estese e disponibili che lavoravano a casa o nei pressi dell'abitazioni e compiti che potevano essere svolti anche dai meno abili. Ora c'era la disciplina delle macchine, lunghe ore in fabbrica e la frammentazione conseguente delle comunità e del network famigliare che si prendevano cura di vecchi, ammalati, poveri e e insani” (G. Turra). 


E’ così che nascono negli USA i primi servizi di sostegno sociale, sia dovuti all’iniziativa di associazioni di volontari, filantropi e sacerdoti, sia gestiti dagli enti governativi. 

 

I primi “Counselor” erano dunque insegnanti e sostenitori sociali. 

 

La loro area di interesse comprendeva il benessere infantile, l’educazione, l’orientamento per l’impiego e la riforma delle leggi. 

 

Nel 1913, è stata fondata la National Vocation Guidance Association (NVGA), precursore dell’odierna Associazione Americana di Counseling.

 

Questi primi servizi di “Guidance” sorti negli Stati Uniti, si caratterizzano subito, per servizi di consulenza orientati al principio che il modo migliore per aiutare qualcuno a superare le sue difficoltà, é quello di discutere con lui come un individuo con cui trovare “assieme” il modo migliore di andare avanti, nei termini dei suoi specifici bisogni” G. Turra). 

 

Ciò riflette quello che è sempre stato un valore fondamentale della cultura americana, ovvero la “spinta al successo individuale” basato sulla capacità di saper cogliere le opportunità che la società mette a disposizione di tutti. 

 

Una concezione di welfare totalmente non assistenzialista, che sopravvive ancora oggi nell’attuale ordinamento socio-sanitario americano. 

 

Secondo tale concezione, i cittadini americani non vengono “assistiti” ma stimolati ad apprendere a cavarsela da soli.

 

Negli USA infatti solo gli over 65, disabili e portatori di malattie renali all’ultimo stadio, godono di copertura universale. 


Frank Parsons

Illuminanti a tal proposito le parole di Frank Parsons (1854-1908), ingegnere, avvocato, docente universitario e filantropo), che a Boston nel 1908 fonda il Boston’s Vocational Bureau, un istituto aperto in quartiere popolare della città, a forte tasso di immigrati, volto a fornire assistenza educativa e orientare i giovani circa possibili scelte occupazionali e di inserimento“nessuna persona può decidere per un'altra quale occupazione dovrebbe scegliere, ma è possibile aiutarla affinché abbia un approccio al problema che possa portarlo ad una saggia decisione per sé stesso”. 

 

Parsons iniziò nel 1905 a occuparsi di problematiche sociali e di inserimento: divenne direttore dell'Istituto del Breadwinner, una organizzazione civica di Boston che forniva assistenza scolastica e professionale per immigrati e giovani in cerca di lavoro

 

Resosi conto dell’importanza del ruolo del Counseling di Orientamento (Vocational Counseling), Parson fonda nel 1908  il Bureau of Vocational Guidance, che formerà alcuni  giovani a essere a loro volta dei Counsellor di orientamento. 

 

Il suo programma educativo verrà adottato in breve tempo alla prestigiosa Università di Howard.

 

Il suo manuale di istruzioni per la pratica del Counseling di Orientamento,  Chosing a Vocation”,  Parsons descrive le procedure sistematiche adottate nel Bureau per  fornire “counseling” a uomini e donne in cerca di assistenza. 

 

Il suo approccio è stato perfezionato nel corso dell’ultimo secolo e oggi conosciuto come il modello “di tratto e fattore”, per la fornitura di servizi di sviluppo di carriera.

 

Il programma di Parsons è ancora oggi adottato dalla SVP (Society for Vocational Psychology), sezione dell’APA (American Psychology Association). 


Jesse Buttrick Davis

Jesse Buttrick Davis (1871-1955), considerato il primo Counselor scolastico americano, è stato il primo ad attuare un programma di orientamento nelle scuole pubbliche

 

Lo scopo di tale programma era quello di aiutare gli studenti a raggiungere la felicità e il successo nel loro contesto educativo di riferimento. 

 

Dalla sua opera nasce tutto il filone di studi che porta all’istituzione di scuole di formazione professionale in Counseling scolastico che, con alterne vicende, ottiene dagli anni ‘60 in poi diversi riconoscimenti legislativi, che consentono di aprire istituti di formazione in counseling scolastico, certificati da enti quali Council for Accreditation of Counseling and Related Educational Programs (CACREP) o la più nota National Board for Certified Counselors (NBCC). Nel 2006, il Congresso degli Stati Uniti istituisce la School Counseling Week (6-10 Febbraio).  



 Nel 1929 Abraham e Hannah Stone (secondo, prima in foto a partire da sinistra) dirigono  il primo Centro di Counseling per la coppia e la famiglia a New York, fondato da Margaret Sanger (nella terza foto a partire da sinistra), un’infermiera attivista “ante litteram” dei diritti delle donne. 

 

Erano entrambi medici e si trovarono di fronte a immense difficoltà, dovendo superare l’ostilità della classe medica americana, restia a che si parlasse pubblicamente di contraccezione e controllo delle nascite e che si mettesse in discussione l’autorità dei capofamiglia. 

 

Con straordinaria capacità umana i coniugi Stone, assieme alla Sanger, si occuparono delle problematiche di contraccezione, di consulenza coniugale e sessuale. 

 

Nel 1935, a seguito dell’apertura del Marriage Counseling Center, gli Stone pubblicarono una manuale che illustrava le più importanti tecniche di counseling matrimoniale da loro formulate

 

Questi esempi di momenti critici della vita sociale americana, che ci conducono a comprendere l'emergere del counseling, “illustrano l'esistenza di una tradizione storica anche distinta, che è principalmente sorta dalla prospettiva dell’Azione Sociale, piuttosto che dall'orientamento sulla patologia individuale: “sebbene ci sia stata e ci sia una mutua interazione e influenza tra le comunità professionali del counselling e della psicoterapia, dal punto di vista storico è possibile vedere che esse sono entrambe collocate culturalmente in territori in qualche modo differenti” (Turra). 



Le analogie e le differenze tra i due filoni di counseling diventano maggiormente chiare, andando ad analizzare le origini storiche del Counseling moderno, che nasce in ambito psicologico, partendo dalla tradizione della Psicologia Umanistica di cui Carl Rogers (1902-1987), psicologo e psicoterapeuta americano, creatore dell’Approccio Person Centered, fu il più importante esponente. 

 

Nel 1952 fu fondata la American Personnel and Guidance Association (APGA), allo scopo di organizzare in modo formale  e strutturato tutti quegli enti interessati a servizi di guida, orientamento e counseling rivolto all’occupazione. Sempre nel 1952 viene istituita la Division of Counseling Psychology per consentire anche agli psicologi di avere un nuovo bacino utenza clinica. L’Agpa nasce dalla fusione di varie organizzazioni: National Vocational Guidance Association (NVGA), National Association of Guidance and Counselor Trainers (NAGCT), la Student Personnel Association for Teacher Eduction (SPATE), l’American College Personnel Association (ACPA). L’Agpa diventa nel 1983 American Counseling Association. 

 

La mission dichiarata dell’Associazione é quella di: migliorare la qualità della vita nella società, promuovendo lo sviluppo del counseling professionale, l’avanzamento della professione e impiegando la pratica di counseling per promuovere il rispetto per la dignità umana e la diversità” (fonte: A.C.A.) 

 

A fianco dell’ACA operano alcuni enti che controllano i programmi di formazione in Counseling istituiti nella varie Scuole e Università americane e dettano i requisiti e criteri per un regolare svolgimento della professione:

 

  • Council for Accreditation of Counseling and Related Education Programs (CACREP)

  • Council on Rehabilitation Education (CORE)

  • Commission on Rehabilitation Counselor Certification (CRCC)

  • National Board for Certified Counselor (NBCC) 



Negli Stati Uniti, studiare il Counseling é perfettamente legale e giuridicamente riconosciuto. 

 

Il livello di accesso richiesto é infatti una qualsiasi laurea liberal art major (una sorta di corso di laurea multi-facoltà negli ambiti Liberal Arts and Sciences, General Studies, Umanities/Humanistic Studies), dopodiché é possibile proseguire con un dottorato (percorso di 4 anni) oppure un Master (da 1 a 2 anni) in:

 

  • Counseling delle dipendenze

  • Career Counseling

  • Counseling Clinico della salute mentale

  • Counseling matrimoniale, di coppia e della famiglia

  • Counseling scolastico

  • Counseling geriatrico

  • Counseling per l’istruzione o la supervisione 

 

Le scuole americane sono sufficientemente diversificate per offrire programmi di formazione orientati sia al counseling a orientamento clinico/psicologico che al counseling su base non sanitaria, di matrice sociale, rifacentesi alla tradizione originaria e sempre rivolto al miglioramento della qualità di vita generale(benessere). 

 

Negli Stati Uniti, un paese in cui il lavoro e la carriera sono considerati il più importante veicolo per il raggiungimento della felicità e della realizzazione personale, la figura del Counselor Scolastico, ha assunto un’importanza centrale. 

 

Egli é colui che nell’ambiente scolastico facilita il percorso formativo dei giovani e guida gli allievi nella scelte per il futuro, con attenzione anche al loro sviluppo personale, alla prevenzione della violenza, alla formazione del carattere e alla pianificazione della carriera garantendo, si legge in originale nel sito dell’ASCA (American School Counseling Association),ensuring today's students become the productive, well-adjusted adults of tomorrow.



E in Italia? 

Nel nostro paese, le professioni di counseling, così come le abbiamo descritte per Stati Uniti o Inghilterra non sono conosciute. 

 

Ciò é indubbiamente dovuto a una diversa storia culturale, sociale e politica, che ha portato all’emergere di altri soggetti professionali, che hanno con il tempo consolidato le loro posizioni sul mercato del lavoro sociale. 

 

Nel campo scolastico e dell’educazione ad es. lo School Counselor é una figura le cui funzioni vengono in Italia in parte vicariate dagli insegnanti stessi, in parte da assistenti sociali o psicologi,  tuttavia senza che esista uno specifico background formativo alle spalle, che abiliti all’impiego efficace di competenze “career counseling”. 

 

La legislazione italiana a riguardo non è, d’altra parte, ancora chiara o definitiva. 

 

Inizia a diffondersi invece dagli anni ‘90 la figura del counseling infermieristico, a causa del dilagare dell’Aids

 

Infatti, la pratica dei colloqui di counselling prima e dopo il test per l’HIV è sancita in Italia con la L. 135 del 1990. 

 

Da questi primi ambiti di applicazione, diversi contesti, anche sociali e sanitari, hanno mostrato il loro interesse per questa pratica, anche se la sua diffusione risulta essere, ancora oggi, lenta e incerta. 

 

Un’occasione mancata, in quanto non solo il counseling insegna “le buone pratiche umanizzate” ma anche perché nelle professioni infermieristiche ci sarebbe bisogno di aiutare le persone e i loro familiari a venire a contatto con le emozioni che la diagnosi suscita. 

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